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Ogliastra Turismo - Sa Coja Antiga - Ussassai

EVENTI

ORGANIZZAZIONE
Associazione Turistica Pro Loco Ussassai
Tel.
+39.0782.55705
Cell.
+39.334.9067997


L'Assocaizione Turistica Pro Loco di Ussassai cerca sposi per Sa Coja Antiga di Ussassai per la 2° domenica di agosto 2009
La Pro Loco di Ussassai lancia un appello alla ricerca di una coppia che voglia sposarsi in un contesto naturale di grande bellezza (i Tacchi d'Ogliastra) con una cerimonia affascinante dal sapore antico di una tradizione secolare, nella suggestione delle case di pietra e dei lastricati del centro storico.
Un occasione unica e indimenticabile per il giorno più importante della propria vita, in un ambiente accogliente e ospitale dove gli sposi si sentiranno accolti e coccolati come a casa loro.
Per maggiori informazioni contattare al più presto l'Associazione Turistica Pro Loco di Ussassai al numero 0782.55705 oppure tramite l'Assessorato al Turismo della Provincia Ogliastra al numero 0782.660000


Descrizione del rito de "Sa Coja antiga" di Ussassai


Il giorno delle nozze parte da casa della sposa un lungo corteo che trasporta il corredo detto"Su Beni".Tale corteo è costituito da parenti ed amici vestiti con i costumi tradizionali di gala. Aprono il corteo i suonatori di launeddas, fisarmonica ed organetto,subito dopo viene "Sa Pandela" costituita da tre canna palustri legate assieme e ornate con il pane "Is Coccois"alcuni dei quali infilate ad anello dentro le canne con chiaro significato copulatorio e di augurio per la fertilità. Poco dopo vi è il padre della sposa che porta "su caddargiu" (recipiente di rame), un donna con sul capo "Is cuscineras" (tre cuscini ampi con federe candide riccamente ricamati e tenuti insieme in pila verticale da un nastro bianco), quindi la madrina della sposa con "sa caddargiola" (recipiente di rame più piccolo rispetto al precedente). Seguono le donne in fila indiana che portano sul capo ampie corbule di asfodelo o di vimini (is palinis) nelle quali sono sistemati capi di biancheria finemente ricamati. Seguono quindi gli uomini, anch'essi in fila indiana che portano a loro volta ciò che fa parte delle suppellettili di uso quotidiano. Il corteo è chiuso dal carro agricolo trainato da un giogo di buoi, sul quale vengono sistemate le masserizie principali: materasso, cassapanca, sedie....
Tutti insieme si dirigono a casa dello sposo. Qui giunti trovano la porta chiusa. La madrina si fa avanti e bussa alla porta, questa si schiude e appare la madre dello sposo che chiede: "E de anua eneisi? (da dove venite?)", risponde la madrina "de su mari prenu" (che è come dire dal mare dell'abbondanza). Questo dialogo in formule si ripete tre volte. Quindi alla terza volta la madre dello sposo dice "e incui c'intreusu" (e che ci si possa entrare). A questo punto tutti i componenti del corteo entrano e sistemano il corredo nella casa. Una volta finito la madrina della sposa a consegna le chiavi del comò allo sposo e gli chiede "Os si bastada?" (vi basta?). Risponde lo sposo "no, su megliusu nci mancada!" (no ci manca la parte migliore). Si forma quindi un altro corteo costituito dalle sorelle dello sposo,dai cugini ecc... e dallo sposo che si dirigono a casa della sposa. Questa inginocchiandosi sull'uscio davanti alla madre riceve la sua benedizione secondo questa formula "in nomini de su Babbu, de Su Figliu de Su Spiridu Santu chi t'accumpangiri in beni po tottu sa fida. Finalmente ci si reca tutti assieme in chiesa per la celebrazione del matrimonio. Dopo la cerimonia gli sposi si recano a casa dello sposo per ricevere la benedizione dei genitori dello sposo.
Giunti sull'uscio si inginocchiano e dicono: "perdonaimì chi appu mancau" (perdonatemi se ho sbagliato), "Bona fortuna tengiaisi e saludi comenti disigliaisi" (Che possiate avere buona fortuna e tutta la salute che desiderate) rispondono i genitori. Così si conclude l'antico rituale de Sa coia antiga ussassesa.

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